domenica 25 gennaio 2026

UTOPIA21 - GENNAIO 2026: I RAPPORTI ASVIS E BES 2025

Mentre gli obiettivi ONU 2030 in parte si allontanano invece di avvicinarsi, e la distribuzione territoriale degli indicatori diviene più complessa, le azioni dei governi risultano inadeguate, in Italia, Europa e nell’intero Pianeta. 

Ma il mondo dei rapporti scientifici sull’andamento degli indicatori socioeconomici ed ambientali e quello delle politiche governative procedono separatamente, tranne che nelle surreali apparizioni dei Ministri e Parlamentari di maggioranza, che ne recitano la sublime armonia (in parte assecondati dalla stessa ASviS). 


Sommario:

  • la stagione dei Rapporti e l’indifferenza del Governo

  • l’ASviS tra denuncia delle carenze e consociativismo

  • l’apparente neutralità dell’ISTAT

  • il BES analizza con nuovi indicatori l’erosione dello spazio rurale

    • appendice I: il divario tra le incombenze socio-ambientali e le politiche governative, secondo l’ASviS

    • appendice II: rapporto ASviS - l'andamento degli indicatori verso l’orizzonte del 2030

    • appendice III: rapporto ASviS territori - l’articolazione regionale degli indicatori

    • appendice IV: una mia comparazione tra cinque province campione

    • appendice V: ISTAT - l’evoluzione dei dati sul benessere equo e sostenibile

    • appendice VI: BES - grafici relativi alla erosione degli spazi rurali

(in corsivo le valutazioni più personali)



LA STAGIONE DEI RAPPORTI E L’INDIFFERENZA DEL GOVERNO


Nel più ampio quadro dei rapporti annuali redatti da organismi pubblici oppure associativi che descrivono le condizioni e le tendenze dalla società e del territorio italiano, nel contesto europeo e mondiale, il rapporto dell’Associazione per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS)A ed il rapporto dell’ISTAT  sugli indicatori del Benessere Equo e Solidale (BES)B, già commentati assiduamente su UTOPIA21 nell’ultimo decennio C,D, rivestono una centralità riferita - oltre che all’autorevolezza scientifica dei testi - alla estensione e complessità dei temi trattati.

La novità di questo autunno 2025 è la convergenza temporale delle due pubblicazioni, confermandosi quello dell’ASviS in novembre (si aggiunge in dicembre anche il rapporto ASviS “Territori” E), mentre il rapporto BES è slittato dalla primavera, assumendo come contenuto una maggior quota di dati riferiti all’ultimo intero anno compiuto (nella fattispecie il 2024)

Ciò consentirebbe un utile raffronto con i problemi reali del paese per i lavori della sessione parlamentare di bilancio, in cui le Camere approvano la Legge Finanziaria ed il Bilancio dello Stato per il successivo anno, elaborate e proposte dal Governo (in realtà a discutere il bilancio è una sola Camera a turno, Deputati o Senatori, l’altra viene chiamata a ratificare i risultati nell'ultima settimana di dicembre).


Quanto questo raffronto NON avvenga si può misurare sia verificando come i suddetti rapporti si ripetano di anno in anno, confermando lacune e carenze socio-economiche e ambientali (vedi anche mio articolo dello scorso maggio F) sia ad esempio leggendo l’Editoriale di metà novembre di Ivan Manzo sulla newsletter dell’ASviS G, che riassume quanto esposto dalla stessa AsviS in sede di audizione senatoriale sul Bilancio (riproduco le parole in Grassetto come nel testo originale): 

“nel Piano strutturale di bilanciomancano non solo i contenuti del periodo post-Pnrr, ma anche la visione” …“Dunque, non è una sorpresa che … non si trovino gli impegni internazionali che il nostro Paese ha preso anche recentemente, per esempio a Siviglia nella Conferenza internazionale sulla cooperazione allo sviluppo. Quindi, abbiamo un problema di coerenza complessiva tra quello che si dichiara o si approva e quello che avviene”

Riassumo in Appendice I le principali valutazioni analitiche dell’ASviS, che così conclude:

“La sostanziale irrilevanza della Legge di Bilancio proposta dal Governo emerge dalla lettura dell’Allegato sugli indicatori di Benessere equo e sostenibile (Bes), pubblicato dal Governo a settembre, che contiene la valutazione del Ministero dell’economia e delle finanze (Mef) sull’impatto che la Legge di Bilancio avrà sugli indicatori Bes. Secondo il Governo, nel prossimo triennio si avrà un aumento del Reddito disponibile delle famiglie, ma nessun cambiamento in termini di riduzione della povertà, delle disuguaglianze, dell’abbandono scolastico e delle emissioni di CO2 e di gas climalteranti, mentre aumenteranno i tempi di giustizia civile, dopo la riduzione ottenuta grazie al Pnrr. La prudenza nei conti non può sostituire una strategia per il futuro. Senza una chiara visione trasformativa e politiche coerenti con l’Agenda 2030, l’Italia rischia di restare ferma di fronte alle grandi transizioni in atto. Serve dunque il coraggio di ripensare la Legge di Bilancio come strumento di sviluppo sostenibile e non solo di gestione del presente.”



L’ASVIS TRA DENUNCIA DELLE CARENZE E CONSOCIATIVISMO


Questa presa di posizione abbastanza netta dell’ASviS sulle politiche governative di bilancio, già delineata in parte nel 2024, si affianca ad una più generale constatazione del peggioramento del quadro geopolitico in Europa e nel mondo, che fa esclamare a Enrico Giovannini, all’inizio della Relazione di Sintesi del Rapporto 2025 “Si, siamo ostinati. No, non siamo ciechi. E neanche stupidi.”

Ma l’aggiornamento delle parole d’ordine per un rilancio, oggettivamente più difficile, delle iniziative per inseguire gli obiettivi ONU 2030 (su cui il Rapporto aggiorna come sempre riguardo agli arretramenti - molti - ed agli avanzamenti - pochi - a scala mondiale, europea e nazionale - vedi Appendice II -, mentre il Rapporto Territori scava nelle differenze tra le Regioni - vedi Appendice III - ) non dissolve quell’impressione un po’ consociativa che suscitano:

  • da un lato taluni aspetti delle valutazioni e proposte dell’Associazione, come il successo nella approvazione della nuova legge sulla “Valutazione Inter-Generazionale (VIG) delle future leggi e l’impegno per le ricerche sul Futuro, temi che implicano sì sostenibilità ambientale e sociale, ma con approcci omni-comprensivi palesemente (e in qualche misura anche inevitabilmente) “interclassisti”; su simili terreni è facile raccogliere la convergenza degli esponenti più accorti del Governo Meloni (lo stesso che nulla o poco di buono fa con le politiche di bilancio), come ad esempio la ministra Casellati: per parte mia, vorrei essere smentito, ma temo che la VIG finirà come il BES, assimilato dal ministro Giorgetti, ma solo per certificare che i poveri ci sono, e che di anno in anno resteranno ugualmente poveri (si può vedere per analogia come evolvano, sostanzialmente svuotati di contenuti innovativi, la nuova legge per la partecipazione dei lavoratori alla gestione aziendale oppure il disegno di legge per regolare il “lobbismo”, che escluderà da ogni registrazione e controllo - ad esempio - i rapporti tra i Ministeri e le associazioni padronali) 

  • dall’altro lato la peculiare figura del Direttore Scientifico Enrico Giovannini, che - tra la presentazione del Rapporto I e le successive tornate tematiche di ASviS/Live rammenta con l’ex sottosegretaria Debora Bergamini “comuni battaglie” all’interno del Governo Draghi, dialoga cortesemente con il commissario europeo Fitto e viene blandamente rimproverato dal ministro dell’Ambiente Pichetto Frattin per le numerose telefonate con cui Giovannini lo sollecita a questo ed a quello; mentre gli esponenti del Governo e della Maggioranza, con poche lodevoli eccezioni, vengono esentati dal rischio del contraddittorio perché collegati  on-line oppure affidatari dell'ultimo intervento. In singolare assenza di Enrico Giovannini, la sovrapposizione dei ruoli ed il connesso teatrino delle compiacenze si è ripetuto alla presentazione del Rapporto Territori J, presso la sede del CNEL, ospitante ed ospitato il presidente dello stesso CNEL Renato Brunetta, nei confronti della Co-Presidente dell’ASviS Marcella Mallen , che è anche (per nomina del Presidente della Repubblica) consigliera del CNEL, ed in tale funzione responsabile della stesura del rapporto annuale sui Servizi Pubblici

Tale ambiguità dell’ASviS, tra ambito indipendente di valutazione e organismo para-statale è d’altro canto strutturale, considerati i vari protocolli di collaborazione tra ASviS da un lato e singoli Ministeri, Regioni od altri organi come il Cnel, come risulta sia dai testi dell’ASviS sia dalle registrazioni degli incontri; d’altronde dagli atti parlamentari relativi alla recente Legge Finanziaria emerge anche un “emendamento ASviS” (vedi il testo in nota ), salutato come ‘evento bi-partisan da Enrico Giovannini in uno degli incontri di presentazione del Rapporto,,



L’APPARENTE NEUTRALITA’ DELL’ISTAT


Soggettivamente più neutro appare l’ambiente ISTAT  (l’ISTAT è organo statale, ma finora caratterizzato da una certa indipendenza dai governi), dove comunque - grazie all’accumulo ormai decennale dei dati raccolti e l’evidenza dei mutamenti sia nell’intero decennio sia invece nell’ultimo anno - risaltano con precisione le persistenti criticità del panorama socio-economico nazionale e l’irrilevanza, rispetto agli indicatori BES, di gran parte delle politiche in atto (vedi Appendice IV): come ad esempio riguardo agli incentivi per la natalità. 

Il rapporto BES evolve in divenire con crescenti approfondimenti, come avviene sugli aspetti “intersezionali” dei disagi e delle disuguaglianze, evidenziando ad esempio che le discriminazioni subite da donne, giovani, immigrati, residenti in aree marginali delle regioni meridionali sono più rilevanti per quei soggetti che siano contemporaneamente donne-giovani-immigrate e residenti in aree marginali del Sud.

Questo è il giudizio di sintesi sull’andamento complessivo degli indicatori, tratto dalla Presentazione del Presidente Chelli: “Dall’analisi emerge che una parte consistente dei 137 indicatori per i quali è possibile il confronto con l’anno precedente risulta stabile (54 indicatori), poco più di un terzo (47 indicatori) migliora in modo significativo e un numero più basso (36) presenta livelli peggiori. Alcuni indicatori mostrano un andamento positivo sia nel lungo periodo sia nell’ultimo anno; per la maggior parte si tratta di quelli relativi ai domini Qualità dei servizi, Istruzione e formazione, Lavoro e conciliazione dei tempi di vita e Ambiente. Tuttavia, in alcuni casi i miglioramenti non sono ancora sufficienti a colmare la distanza dall’Unione europea. Dal punto di vista territoriale, permane un marcato divario tra le regioni del Centro-nord e quelle del Mezzogiorno, anche se i risultati nei diversi domini delineano talvolta configurazioni diverse di tali disparità.”


Mentre “...nel lungo periodo” spiega la Introduzione al Rapporto BES “il quadro è più positivo: oltre la metà degli indicatori migliora (70 su 128), solo 16 peggiorano, … per un terzo non è possibile individuare una tendenza univoca (Figura 2 - vedi in Appendice V). L’analisi combinata delle dinamiche recenti e di lungo periodo mostra tendenze positive e arretramenti e consente di identificare 5 macrogruppi di indicatori. Riassumendo:

  • tra gli indicatori in miglioramento (71)” ove “ … la situazione più favorevole è quella in cui il miglioramento nel lungo periodo prosegue anche nell’ultimo anno (29 indicatori). In particolare, questi indicatori si concentrano nei domini Qualità dei servizi …, Istruzione e formazione … Lavoro e conciliazione dei tempi di vita …, Ambiente ”...

  • tra gli indicatori in peggioramento (3): “...Per 3 indicatori le tendenze negative sono persistenti: Mortalità per demenze e malattie del sistema nervoso (65 anni e più), Competenza alfabetica non adeguata (studenti della classe terza della scuola secondaria di primo grado), Medici di medicina generale con un numero di assistiti oltre soglia peggiorano nell’ultimo anno, confermando una tendenza consolidata nel lungo periodo. Altri 10 indicatori sono in peggioramento nel lungo periodo, ma stabili nell’ultimo anno, tra questi la Povertà assoluta, la Soddisfazione per le relazioni con gli amici, la Lettura di libri e quotidiani e l’Impermeabilizzazione del suolo” …

  • vi sono poi - oltre a 17 indicatori stabili - quelli “che migliorano nel lungo periodo [13] ma peggiorano nell’ultimo anno … Si tratta, ad esempio, della Fiducia generalizzata negli altri e di alcuni indicatori del dominio Sicurezza, tra cui gli Omicidi, la Percezione di sicurezza e la Percezione del rischio di criminalità”, mentre 3 indicatori “peggiorano nel lungo periodo ma migliorano nell’ultimo anno … la Partecipazione sociale, l’Attività di volontariato, la Densità e rilevanza del patrimonio museale.”



Nel suddetto capitolo introduttivo, il Rapporto evidenzia l’articolazione per Regioni per ciascuno dei 12 capitolo ovvero ‘dominiì’:

- il confronto con le medie europee: “nel 2024, 18 dei 39 indicatori confrontabili collocano l’Italia al di sotto della media UE27, 11 al di sopra e per i restanti 10 l’Italia si posiziona in linea con la media dell’Unione europea” - vedi figura 5 in appendice V -  

- la centralità della questione demografica, come sinteticamente e rapidamente leggibile nei grafici riportati nell’Appendice V: nel merito delle complesse problematiche demografiche rimando ai precedenti articoli da me tratti dai Rapporti ISTAT 2024 e 2025. 



IL BES ANALIZZA CON NUOVI INDICATORI L’EROSIONE DELLO SPAZIO RURALE


Ho invece pensato che non rientri nella portata di questo articolo la lettura dei singoli 12 capitoli del Rapporto. Mi sembra però che meriti di essere rilevato come nel confronto con le analoghe ricerche negli altri paesi europei il BES italiano si caratterizzi, fin dall’origine, per una maggior attenzione ai temi dell’”ambiente” e del “paesaggio e patrimonio culturale”, che l’Istat ha voluto trattare in due capitoli distinti e arricchiti da più numerosi parametri (ciò è stato sottolineato anche nell'interlocuzione con i vari professori ospiti dell’evento di presentazione del Rapporto BES K).

Tra questi, collocati nel “paesaggio” ma a pieno titolo secondo me riguardanti “l’ambiente”, la - nuova - coppia dei “dei due indicatori di erosione dello spazio rurale (da abbandono e da urban sprawl), … aggiornati solo ogni dieci anni, in occasione dei Censimenti. Per entrambi gli indicatori, che misurano la perdita di paesaggi colturali connessa alla dismissione/spopolamento di aree rurali (abbandono) o al consumo di suolo per urbanizzazione (urban sprawl).”

Infatti “il paesaggio rurale è tra le componenti più vulnerabili del patrimonio culturale: solo di recente, infatti, le politiche agricole hanno iniziato a promuoverne la tutela, riconoscendone la valenza ecologica ed economica. Il degrado o la perdita di un paesaggio colturale possono dipendere dalla dismissione delle pratiche agricole che lo hanno modellato, spesso connessa a uno spopolamento delle aree rurali (abbandono), oppure dalla frammentazione prodotta dal consumo di suolo nelle aree periurbane e connessa allo sviluppo di insediamenti a bassa densità (urban sprawl). Questi due fenomeni si possono considerare i due fronti di un processo di erosione che sottrae spazio al paesaggio rurale, privandolo della necessaria continuità e autonomia, visiva e funzionale.

Rispetto a dieci anni prima, nel 2021 l’erosione dello spazio rurale avanza sia per l’abbandono, sia per l’urban sprawl 8. L’avanzata è più rapida ed estesa per l’erosione da abbandono (dal 35,1 al 38,9% del territorio nazionale), più lenta per quella da urban sprawl (dal 22,5 al 24,1%). Di conseguenza, le aree non affette in misura significativa da erosione scendono dal 42,3 al 37,0%. L’erosione da abbandono è più diffusa nelle zone montane, dove supera il 60% e avanza in misura maggiore (+6,8 punti percentuali rispetto al 2011). L’erosione da urban sprawl, all’opposto, è più diffusa e avanza maggiormente in pianura, dove supera il 50% (+3,3 p.p. rispetto al 2011). Poiché le due misure sono calcolate sulla base di una classificazione di 790 unità subregionali, entro ciascuna regione coesistono, in realtà, situazioni diverse, di cui gli indicatori rappresentano una sintesi.” 


Per le Appendici vai su: https://drive.google.com/file/d/1rQ0aRo2aAAAv4mOWI4PJ-bchFQiZuS6W/view?usp=drive_link



aldovecchi@hotmail.it 


Fonti:

  1. https://asvis.it/rapporto-asvis-2025

  2. https://www.istat.it/infografiche/benessere-equo-e-sostenibile-2025-infografiche/

  3. Aldo Vecchi - RAPPORTI 2023-2024: ASVIS, BES, ISTAT- quaderno n° 42 di UTOPIA21, settembre 2024 https://drive.google.com/file/d/1KHO_g0xArJFThIPL4aUr-e8h-Y494vpg/view?usp=drive_link

  4. Aldo Vecchi - IL RAPPORTO ASVIS 2024 - su UTOPIA21, novembre 2024 https://drive.google.com/file/d/14msCDuhwzVQAR9ibcTV1_M_1LoK1fJfK/view?usp=drive_link

  5. https://asvis.it/rapporto-territori-2025/

  6. Aldo Vecchi  – DISUGUAGLIANZE IN ITALIA. CRONICHE?  - su UTOPIA21, maggio 2025 https://drive.google.com/file/d/1hVxfLlZRUYQL8qH40XoqxtUtalvE3ZTx/view?usp=drive_link

  7. Ivan Manzo - DDL BILANCIO: BENE LA PRUDENZA SUI CONTI, MA MANCA UNA VISIONE DI SVILUPPO - sul sito ASviS 6 novembre 2025 -  https://asvis.it/editoriali/

  8. https://asvis.it/notizie-sull-alleanza/19-24904/asvis-ecco-a-che-punto-sono-le-province-italiane-sulla-sostenibilita

  9. ASviS - PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ASVIS 2025 - 23 ottobre 2025 - https://www.youtube.com/watch?v=t6cystYvg78

  10. ASviS - PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ASVIS TERRITORI 2025 - 11 dicembre 2025 - https://www.youtube.com/watch?v=nVH4dsrMcTs

  11. ISTAT - PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO BES 2024 - 13 novembre 2025 - ://www.youtube.com/watch?v=T_upW0YFC5E

  12. Aldo Vecchi - IL RAPPORTO ASVIS TERRITORI 2024 - su UTOPIA21, gennaio  2025 https://drive.google.com/file/d/1X3CsigKMaOThuCzWzGb5AyxmXiFb-AqR/view?usp=drive_link