Intervista all’architetto Gianluca Coghetto, Sindaco di Besozzo sulla peculiare vicenda del recupero dell’area industriale dismessa più rilevante nel territorio comunale: esito della combinazione - finora felice - tra una chiara volontà politica, un interlocutore padronale sensibile ed una ricerca articolata di risorse finanziarie
Figura 1 - L’AREA DELL’EX CARTIERA, DA NORD, ALL’AVVIO DELLE DEMOLIZIONI
PREMESSE
Non approfondiamo qui, affinché l’intervista risulti leggibile, informazioni e valutazioni che sono necessarie alla comprensione degli eventi, e che si possono reperire in fonti ufficiali (come il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale 1 oppure il Piano di Governo del Territorio del Comune di Besozzo 2) ed anche in nostri precedenti scritti, riguardo al contesto socio-economico e territoriale-paesaggistico 3 ed alla consistenza del fenomeno della dismissione di aree produttive 4.
Riguardo alla varia dinamica del riutilizzo di tali aree dismesse, segnaliamo invece brevemente che salvo alcuni casi nei Comuni più grandi (es. Busto Arsizio e Castellanza), in cui il recupero è avvenuto in funzione di importanti programmi pubblici, come nuove sedi universitarie, l’uscita di parte di queste aree da un destino di abbandono avviene per lo più in presenza di consistenti interventi immobiliari privati, imperniati - con poche eccezioni (NOTA: ad esempio la residenza fronte-lago a Laveno, senza nemmeno un lungo-lago pubblico) - sulla realizzazione di nuovi centri commerciali di media o grande distribuzione: così a Somma Lombardo, a Sesto Calende, a Ispra, a Gavirate (ma anche all’Aermacchi di Varese).
Un’altra premessa riguarda la nostra conoscenza di Gianluca Coghetto, che risale al 1996 quando da laureando si occupò con uno stage presso il Comune di Sesto Calende del processo partecipativo relativo al recupero dell’area industriale dismessa ex-AVIR (vetreria, ora Esselunga).
Dopo la laurea l’architetto Coghetto è divenuto tecnico del Comune di Ranco. A Besozzo è stato eletto consigliere comunale (all’opposizione) dal 2007, Assessore dal 2012 e Sindaco dal 2022.
DOMANDA sulla stampa locale si è parlato del Master Plan del Tuo Comune per il riutilizzo dell’area dell’ex Cartiera 5,6, che si estende per 50.000 metri quadrati ai piedi di Besozzo Superiore, ad Est, lungo il torrente Bardello: ci ha molto colpito la notizia della acquisizione al Comune dell’intera area.
RISPOSTA è una storia che viene da lontano, quando nel 2008 la multinazionale Munksjö Paper ha chiuso la fabbrica, lasciando 80 dipendenti in difficoltà economiche, in parte alleviate per quanto possibile dallo stesso Comune. Inizialmente si è determinato un braccio di ferro tra la proprietà che attendeva occasioni per una diversa valorizzazione immobiliare ed il Comune, che - dopo la vittoria della nostra lista nel 2012 - ha assunto una posizione ferma sul destino di quell’area come bene comune, anche come risarcimento rispetto allo sfruttamento (e poi abbandono) di generazioni di lavoratori e delle risorse del territorio: non solo il suolo, ma l’acqua del Bardello, incorporato nello stabilimento e usato come scarico, e l’aria…
DOMANDA le rivendicazioni sociali e ambientali rispetto ad un passato di industrializzazione massiccia a noi risultano chiare, ma non sempre sono facili da far capire, sia alla cittadinanza che ne è stata compartecipe e al tempo stesso vittima, sia tanto meno alle controparti padronali ed immobiliari.
RISPOSTA riguardo alla popolazione, l’orientamento da assumere sulle aree dismesse (il Comune negli anni ha acquisito anche il copertificio Sonnino, sempre sul Bardello, ma più vicino al centro di Besozzo Inferiore) è risultato divisivo politicamente: infatti il centro-destra, che guidava il Comune fino al 2012, non ha mai aderito a questa nostra visione, che invece abbiamo fatto progressivamente vivere nella cittadinanza, assumendo iniziative concrete di partecipazione - già avviate in precedenza per il Piano di Governo del Territorio - nel tentativo di riappropriarsi del Bardello, lungo il quale ora si può pescare, passeggiare, fare sport, rendendo palesi i "valori ecosistemici”; ed anche affacciarsi a rivedere i resti della vecchia cartiera in cui molti avevano lavorato. Ciò anche grazie ai primi investimenti, come la pista ciclabile per Gavirate sulla sponda sinistra del Bardello (sul lato opposto alla Cartiera), in collaborazione con la Provincia, resa accessibile dai giardini comunali e dall’area Sonnino grazie al sottopassaggio sotto la Strada Statale.
DOMANDA e la multinazionale?
RISPOSTA proprio la crescita del consenso della popolazione sulla nostra ipotesi di recupero “sociale” delle aree industriali dismesse, che si è tradotto nella conferma della nostra compagine alle successive elezioni del 2017 e 2022, ha dato credibilità e forza alla posizione contrattuale del Comune nel confronto con la proprietà, che ha capito che con tale continuità amministrativa non c’era spazio per facili “varianti” che le consentissero di vendere l’area sul mercato immobiliare, interessato ai soliti “centri commerciali” e giù di lì. La Società ha valutato alcune ipotesi di trasformazione, ma poi ha prevalso il dialogo. Anche perchè abbiamo studiato bene la controparte, che comunque spendeva ogni anno cifre rilevanti per mantenere in sicurezza lo stabilimento abbandonato, ed abbiamo letto che nella filosofia aziendale (e quindi nel rapporto tra Direzione ed Azionisti) erano presenti criteri di compatibilità ambientale e sociale.
DOMANDA poteva essere il solito greenwashing
RISPOSTA infatti li abbiamo richiamati a questa coerenza, ed alla fine siamo arrivati a risultati anche al di là delle nostre speranze iniziali, perché l’intera area nel 2020 è stata ceduta al Comune per 1 €, non solo, ma la Società ha provveduto e sta provvedendo alla demolizione di gran parte dei fabbricati (quelli che il nostro progetto considera non meritevoli di conservazione) ed alla bonifica dei terreni, conferendo infine al Comune una dote di 300.000 € per avviare i lavori di recupero, che sono iniziati in un fabbricato più prossimo al torrente. Mentre all’angolo Nord-Est funziona già dal 2025 il complesso sportivo del Playgrond, con basket e altro
DOMANDA opere e lavori che abbiamo visto oggi dalla ciclabile: ma il torrente corre ancora in un alveo ristretto
RISPOSTA il progetto prevede di abbassare gran parte della sponda destra (attuale cantiere), ricostruendo una progressione dolce tra il Bardello e le aree verdi da realizzare
DOMANDA abbiamo visto che il masterplan prevede molto verde e poco cemento, con diverse funzioni, tra cui una quota residenziale riservata ad affitti calmierati per giovani coppie; ed altri interventi molto costosi, come la traslazione della strada statale più ad Est, lungo un nuovo boulevard alberato, pedonalizzato l’attuale “budello” tra il cimitero e la vecchia fabbrica: ma con che tempi e con quali mezzi pensate di finanziare queste ambiziose iniziative, assai ambiziose per un Comune di meno di 10.000 abitanti
FIGURA 2 - LO SCHEMA CONCETTUALE DEL MASTERPLAN
RISPOSTA pensiamo di procedere, come in qualche misura abbiamo già fatto finora, con obiettivi strategici ampi, ma con duttilità e pluralità di strumenti, dialogando con i singoli soggetti (tra cui ANAS, Regione, Provincia, Ministeri) piuttosto che con un unico e complesso “Accordo di Programma”; la collaborazione con la Provincia per la rete ciclabile proseguirà, facendo di Besozzo uno snodo importante della rete provinciale; le operazioni di riqualificazione del Bardello si integrano nel più ampio “Contratto di Fiume” (nel concreto le acque stanno torneranno pulite e abitate dalle specie più consone); nel fabbricato in corso di sistemazione troverà sede la Federazione per gli Sport Paralimpici, con prospettive di integrazione con altre funzioni (hub ciclistico, foresteria per atleti, palestra, attività di cura) e di utilizzo plurimo degli impianti sportivi; all’estremo nord dell’area cercheremo di collocare funzioni relative alla protezione civile e una sede per le ambulanze; la residenza sociale, nel nostro orizzonte, potrebbe essere l’ultimo tassello, quando troveremo fondi per colmare la differenza tra canoni di affitto accettabili e i costi delle costruzioni.
DOMANDA ci sembra il comportamento di quelle formiche sud-americane, che dividono il carico in piccole porzioni, e così spostano quello che per loro sono dei grandi pesi.
E del fabbricato dell’ex copertificio Sonnino cosa farete? ci ricordiamo molti anni fa una affascinante mostra di opere artistiche ben inserite nello scenario della fabbrica dismessa
RISPOSTA il nostro programma era di concentrare lì diverse attività scolastiche, ma l'occasione favorevole dei bandi PNRR ci ha spinti a riorganizzare i corsi sugli edifici scolastici esistenti, per cui stiamo per sperimentare, su una piccola porzione dl fabbricato, una funzione per l’appunto museale/espositiva, con il supporto della Fondazione Cariplo
DOMANDA potremmo fare qualche raffronto con il recupero dell’area ex-Vetreria di Sesto Calende, (di cui Tu hai visto gli inizi), anche riguardo alla continuità o discontinuità politico-amministrativa. Ma sarà per un’altra volta, perché Ti stanno chiamando con insistenza per una riunione di Giunta….
aldovecchi@hotmail.it
Fonti:
1. Revisione PTCP - Provincia di Varese dal Link si accede a tutti gli elaborati della Revisione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale
2. https://www.comune.besozzo.va.it/menu/2783436/p-g-t
3. http://www.agenda21laghi.it/vivere_tra_laghi.asp
4. Aldo Vecchi - IL NUOVO PIANO TERRITORIALE DELLA PROVINCIA DI VARESE - su UTOPIA21, marzo 2026 - https://drive.google.com/file/d/1FL-9iAqJnLwlU-TOxbQUBXlA7gjCirbd/view?usp=drive_link
6. https://comune.besozzo.va.it/documenti/3523040/masteplan-ex-cartiera-munskjo
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