giovedì 18 aprile 2013

BERSANI, CHE FAI?

Siamo ancora in tempo per raddrizzare la baracca?
Bersani ha ignorato sia i suoi alleati (SEL e Tabacci), gran parte dei suoi grandi elettori sia quasi tutti noi piccoli elettori.
Grillo ha consultato, a modo suo, i suoi “medi elettori” (iscritti al partitino), e all’improvviso pare che abbia imparato da quelli a fare un po’ di politica, aprendo uno spiraglio che il PD, dopo averlo a lungo atteso, ha invano sprecato.
Spero che Marini rinunci.
Aldo Vecchi

martedì 16 aprile 2013

GABANELLI

A proposito di Gabanelli, anche se non risulta che si faccia assistere dalla scorta per spingere il carrello dell’IKEA (come il Sindaco di Firenze ha elegantemente rinfacciato alla sen. Finocchiaro), mi permetto di rintracciare nella mia memoria la pessima impressione che mi lasciò il programma “Report” di domenica 11 ottobre 2009 sul “Piano Casa”, per l’uso strumentale e distorto delle informazioni e del montaggio, mirato a confrontare due casi apparentemente simili di interventi edilizi minori in abitazioni private:

-          Tramezza in Germania:  caso di modifica di una qualunque tramezza interna ad un alloggio, che si può effettuare senza alcun fastidio burocratico

-          Tramezza a Bologna: caso particolare ed estremo, di modifica di una tramezza che separa un alloggio in 2 alloggi, e solo per questo comporta verifiche specifiche e pagamento di contributi

-          Testi normativi da consultare per la tramezza in Germania: viene esibito un Regolamento Edilizio di una sola facciata (che vale per la tramezza); poi il programma lascia credere che basti anche per costruire una villetta (ma il tecnico intervistato dice, per quel caso: “in presenza di un Piano Regolatore ben dettagliato”: di quante pagine?)

-          Testi normativi da consultare per la tramezza di Bologna: testo unico edilizia nazionale; testo unico regionale, Piano Strutturale Comunale, Piano Operativo Comunale, Regolamento Urbanistico; ciò è palesemente falso, perché per interventi interni a fabbricati esistenti sono sufficienti  le norme regionali ed il Regolamento Urbanistico (semmai servirà anche il Regolamento Edilizio).
Il tutto sposando la tesi (berlusconiana) che i pubblici poteri dovrebbero disinteressarsi di quello che succede dentro le mura domestiche e controllare solo gli involucri esterni.
Il problema della semplificazione normativa edilizia, perseguito da leggi e norme nazionali e locali (prima e dopo il 2009), è purtroppo ben più complesso e di faticosa soluzione, se non si vuole rinunciare ad aspetti importanti del controllo pubblico per la legalità e per la qualità della vita.

domenica 14 aprile 2013

ANELLO DI CONGIUNZIONE

Il disappunto grillesco sulla presenza di Prodi e Bonino tra i Quirinabili votati dai suoi iscritti (con quanti voti non è dato saperlo, e tanto meno riguardo alla precedente giornata di consultazione annullata) assomiglia allo stupore stizzito di benpensanti anti-darwiniani che si trovassero improvvisamente davanti all’anello di congiunzione tra scimmia e uomo.

Dunque l’homo sapiens antipartiticus non è una specie separata dall’homo sapiens vulgaris?

domenica 7 aprile 2013

COMPLESSO DI SUPERIORITA’

Dall’intervista di Franceschini al Corriere della Sera -06-04-2013

[Occorre] “abbandonare questo complesso di superiorità, molto diffuso nel nostro schieramento, per cui pretendiamo di sceglierci l'avversario. Ci piaccia o no, gli italiani hanno stabilito che il capo della destra, una destra che ha preso praticamente i nostri stessi voti, è ancora Berlusconi. È con lui che bisogna dialogare. ----

Il leader della destra è ancora Berlusconi, e la sua sconfitta deve avvenire per vie politiche. Non per vie giudiziarie o legislative”

Caro Franceschini,

Ti ho anche stimato come segretario del PD (un po’ meno quando Ti sei ricandidato, dopo aver dichiarato che giammai l’avresti fatto), ma non riesco a seguirTi, a scrollarmi di dosso il “complesso di superiorità”.

Il centro- sinistra ha un mare di colpe, antiche e recenti (es: Lusi, Penati, Mussari) , e – da persona  a persona –non ritengo che ogni elettore del centrosinistra possa giudicarsi moralmente migliore di tanti cittadini che votano per il centro-destra.

Però mi sembra che – proprio perché ha riconfermato (senza possibilità di alternative, tipo le primarie) come suo indiscusso e indiscutibile “capo” Silvio Berlusconi - questa destra si identifichi più che mai in modo compatto con Berlusconi stesso e con la sua storia come unico “programma” politico: dalla nipote di Mubarak all’acquisto dei senatori, dalla corruzione dei giudici (Previti) alla connivenza con la mafia (Dell’Utri), dal controllo delle televisioni all’uso spregiudicato delle informazioni riservate per al distruzione degli avversari (Unipol-Fassino, metodo Boffo,ecc.)

Non è qualcuno che ha rubacchiato approfittando del potere e/o per alimentare il proprio potere: è la concezione del denaro come fulcro delle relazioni umane, della corruzione come strumento del dominio e dei mezzi di comunicazione come fucina del consenso.

Ecco: rispetto a questo scenario (cui corrispondono “in bella copia” gli “8 punti“ di Berlusconi: presidenzialismo, “giustizia”, restituzione dell’IMU anche ai più ricchi) vorrei che continuassimo a sperarci superiori.

Se non possiamo sceglierci gli avversari, almeno scegliamoci gli alleati.

Il voto popolare ha premiato Berlusconi (e Grillo), ma non li ha “legittimati” più i quanto non fosse accaduto a Barabba, per esempio, o più vicino nel tempo ad Hitler ed allo stesso Mussolini.

Berlusconi (e Grillo) resta un plutocrate con tendenze autocratiche.

Se volete, parlategli.

Senza concedere una virgola sui casi giudiziari suoi.

Ma più di un breve governo di transizione che abolisca il Porcellum (ricordiamoci anche chi lo aveva voluto, per impedire la legittima vittoria di Prodi nel 2006), e  che potrebbe anche consistere in  una formale proroga a Monti, è difficile che sia sopportabile per molti elettori del centro-sinistra.

ARRIVEDERCI LUGANO





domenica 31 marzo 2013

TONNO

Il Movimento5Stelle, che pare interessato solo a scoprire il funzionamento della ”scatola di tonno” del Parlamento, sta di fatto contribuendo a buttare tutto il contenuto, che non sono però solo i vituperati partiti, ma tutti i poveri tonni, cioè imprese, salari, pensioni, risparmi: la carne viva degli stessi “cittadini” che il Movimento pretende di rappresentare in esclusiva, esibendo a parole una vocazione “maggioritaria” (o totalitaria – vedi mio POST del 13 marzo) ma dimostrando di fatto una modesta vocazione “minoritaria” (a noi il COPASIR …), che mi ricorda i marxisti-leninisti degli anni ‘70.

Tra i commentatori e gli interlocutori politici (gli uni e gli altri non sempre disinteressati), si è diffusa una ampia indulgenza verso il M5S, elogiandone la portata innovativa, la rappresentatività dei giovani e degli esclusi, la sensibilità ad alcuni temi anti-privilegi ed ambientalisti.
C’è del vero, e sarebbe errato non tenere conto dialetticamente di questi aspetti, agitando il fantasma del “fascismo”.

Però (intanto che noi tonni finiamo ancor più costretti nelle strettoie della tonnara della crisi), non mi pare proprio il caso di blandire più di tanto il M5S, senza porsi alcune domande fondamentali, e cioè qual’ è la contraddizione principale del mondo di oggi, secondo loro (tra partiti e cittadini, sembrerebbe) e qual è invece secondo ognuno di  noi altri poveri tonni (secondo me è quella tra il finanz-capitalismo - che include le élites imprenditoriali nostrane, ma con i conti all’estero – e la grande massa dei lavoratori sfruttati e dei disoccupati sfruttabili).

Se il divario di visione è così ampio, qualche cosa si potrà anche fare insieme al M5S, ma senza trascurare una strenua battaglia di principio su cos’è e cosa non è la democrazia (a partire da casa Grillo: c’è molta più democrazia – ad esempio - nella elezione di Boldrini e Grasso che nella auto-nomina di Grillo e Casaleggio), e su quali sono gli interessi forti da contrastare, compresi quelli dei miliardari (incluso Grillo).
Senza difendere i difetti dei vecchi partiti, ritengo che  gli elettori del centro-sinistra dovrebbero mobilitarsi attivamente (sul web, nelle piazze, ovunque possibile), invece di appiattirsi come spettatori impauriti, rivendicando la propria storia, la nostra visione tollerante e pluralista dei conflitti sociali e – non da ultimo – il  diritto a non essere insultati quotidianamente dai capi del M5S (e - a giorni alterni - da Berlusconi e i suoi).

PRIVATO E' BELLO, MA NON SEMPRE

Capita spesso a chiunque, come utente, di essere maltrattato da call center, erogatori di servizi (telefono, energia, gas, trasporti), venditori (e riparatori) di merci, tramite telefono, e-mail, ed anche direttamente.

Privato è sempre bello, anche dove Il cliente ha sempre torto?
La normativa nazionale ed europea tutelano gli utenti in misura insufficiente. Non mi pare siano molto efficaci le associazioni dei consumatori, e mi rammarico che i sindacati italiani, con le loro organizzazioni di massa, abbiano tenuto separata la figura del lavoratore sfruttato da quella del consumatore maltrattato.

Nella mia esperienza di funzionario comunale (ma anche di utente delle altre patrie burocrazie), pur non tacendone limiti e disapplicazioni, ho avuto modo di apprezzare le significative innovazioni introdotte dalla legge 241 del 1990 (merito, va ammesso,  di Amato ed altri, ai tempi non eccelsi del pentapartito di Forlani e Craxi) riguardo alla trasparenza delle procedure amministrative e alla introduzione del Responsabile del Procedimento, che ha personalizzato i rapporti tra uffici e cittadini, e permette una discreta tracciabilità delle “pratiche”.
Non credo che da allora tutto vada bene nel pubblico, e ci sono buoni motivi, probabilmente, per continuare  parlar male della burocrazia.

Però mi piacerebbe che si cominciasse anche a parlare male, per quanto è nei fatti necessario, delle burocrazie private.
E mi piacerebbe che si sperimentasse, a partire dalle grandi compagnie concessionarie di servizi pubblici, la introduzione del Responsabile del Procedimento anche nel privato.

Penso che a breve termine l’innovazione comporterebbe dei maggiori costi per le compagnie, ma a lungo termine potrebbe portare benefici anche ai bilanci aziendali, sia per la maggior motivazione e responsabilizzazione dei dipendenti, sia per la diminuzione di errori e ricorsi.