Dall’intervista di
Franceschini al Corriere della Sera -06-04-2013
[Occorre] “abbandonare
questo complesso di superiorità, molto diffuso nel nostro schieramento, per cui
pretendiamo di sceglierci l'avversario. Ci piaccia o no, gli italiani hanno
stabilito che il capo della destra, una destra che ha preso praticamente i
nostri stessi voti, è ancora Berlusconi. È con lui che bisogna dialogare. ----
Il leader della
destra è ancora Berlusconi, e la sua sconfitta deve avvenire per vie politiche.
Non per vie giudiziarie o legislative”
Caro Franceschini,
Ti ho anche stimato come segretario del PD (un po’ meno quando
Ti sei ricandidato, dopo aver dichiarato che giammai l’avresti fatto), ma non
riesco a seguirTi, a scrollarmi di dosso il “complesso di superiorità”.
Il centro- sinistra ha un mare di colpe, antiche e recenti (es: Lusi,
Penati, Mussari) , e – da persona a
persona –non ritengo che ogni elettore del centrosinistra possa giudicarsi
moralmente migliore di tanti cittadini che votano per il centro-destra.
Però mi sembra che – proprio perché ha riconfermato (senza
possibilità di alternative, tipo le primarie) come suo indiscusso e
indiscutibile “capo” Silvio Berlusconi - questa destra si identifichi più che
mai in modo compatto con Berlusconi stesso e con la sua storia come unico
“programma” politico: dalla nipote di Mubarak all’acquisto dei senatori, dalla
corruzione dei giudici (Previti) alla connivenza con la mafia (Dell’Utri), dal
controllo delle televisioni all’uso spregiudicato delle informazioni riservate
per al distruzione degli avversari (Unipol-Fassino, metodo Boffo,ecc.)
Non è qualcuno che ha rubacchiato approfittando del potere e/o
per alimentare il proprio potere: è la concezione del denaro come fulcro delle
relazioni umane, della corruzione come strumento del dominio e dei mezzi di
comunicazione come fucina del consenso.
Ecco: rispetto a questo scenario (cui corrispondono “in bella
copia” gli “8 punti“ di Berlusconi: presidenzialismo, “giustizia”, restituzione
dell’IMU anche ai più ricchi) vorrei che continuassimo a sperarci superiori.
Se non possiamo sceglierci gli avversari, almeno scegliamoci gli
alleati.
Il voto popolare ha premiato Berlusconi (e Grillo), ma non li ha
“legittimati” più i quanto non fosse accaduto a Barabba, per esempio, o più
vicino nel tempo ad Hitler ed allo stesso Mussolini.
Berlusconi (e Grillo) resta un plutocrate con tendenze
autocratiche.
Se volete, parlategli.
Senza concedere una virgola sui casi giudiziari suoi.
Ma più di un breve governo di transizione che abolisca il
Porcellum (ricordiamoci anche chi lo aveva voluto, per impedire la legittima
vittoria di Prodi nel 2006), e che
potrebbe anche consistere in una formale
proroga a Monti, è difficile che sia sopportabile per molti elettori del centro-sinistra.